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Chi siamo

Se la qualità del tempo vissuto è summa del valore delle singole cose in cui ci si impiega giorno dopo giorno, a noi pare che sto tempo oggi ce lo si giochi di merdacchietta. Autoroni e filosofissimi han detto prima e meglio di noi come quello social-centrico sia un mondo di morti viventi a cervello fritto che caracollano per inerzia in un turbine liquamoso di pura virtualità; ma poi neanche tutti gli arti muovono, perché almeno agli zombi servono le gambe per locomoversi e andare a magnare amatriciana di umano mentre agli zombi social – da qui in avanti Zombal, con audace slancio neolinguistico – basta spolliciare e indiciare lo schermo e quindi dita allenatissime and that’s all folks e fuck altre sinapsi e muscoli. Il nostro passetto avanti: questi di oggidì sono Morti Morti, non Morti Viventi. Gli Zombal sono inchiodati immobili a uno stato ancora precedente a quello puramente vegetativo-predatorio, questo in cui scarichette elettriche da assuefazione arrivano al cervello solo nella misura in cui arrivano like e commenti. Tipo stato vegetativo a corrente alternata. Cosa troverete sui Tempi Morti:

  • Intolleranza mattacchiona nei confronti di: social assortiti, gente assortita che sta sui social, youtuber, influencer, gamer professionisti, serie tv e commenti alle serie tv, opinion leader, motivatori, guru, cafoni, tamarri, Riminesi, gnurenza, CAZATEEE. Ah, non parliamo di politica.
  • Profonde riflessioni metafilosofiche elaborate al cesso su cosa si potrebbe fare per non fare quello che tutti fanno e cioè tipo fare le foto a un posto senza vedere al di fuori della foto il posto dentro alla foto e zio briccone LEGETE UN LIBROOOOOO.
  • Un sacco di boomerismo come si chiama adesso – noi lo si chiama buonsenso – sul fatto che zio bono non è che si stava meglio quando si stava peggio, ma pensandoci bene si stava meglio quando si stava meglio.
  • Recensioni burlone su tutto quello che ci fa schifo del mondo di oggidì e sulle millemila cose che ci piacevano del mondo di ieridì; con anche le rare cose che non ci piacevano di ieridì e le rarissime cose che ci piacciono di oggidì.